"Lei è in piedi sulle mie palpebre
E i suoi capelli sono nei miei,
Lei ha la forma delle mie mani,
Lei ha il colore dei miei occhi,
Lei è sprofondata dentro la mia ombra
Come una pietra sopra il cielo.
Lei ha sempre gli occhi aperti
E non mi lascia dormire.
I suoi sogni in piena luce
Fanno evaporare i soli,
Mi fanno ridere, piangere e ridere
Parlare senza avere niente da dire."

PAUL ÉLUARD – L’AMOROSA

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(via kite62)

Maria Callas - Mon coeur s’ouvre à toi voix:

Christian Schloe

Christian Schloe

Ricordo bene il suo sguardo. Attraversa ancora la mia anima come una scia di fuoco nella notte. Ricordo bene il suo sguardo. Il resto… Sì, il resto è solo una parvenza di vita.
Ieri ho passeggiato per le strade come una qualsiasi persona. Ho guardato le vetrine spensieratamente e non ho incontrato amici con i quali parlare. D’improvviso mi sono sentito triste, mortalmente triste, così triste che mi è parso di non poter vivere un altro giorno ancora, e non perché potessi morire o uccidermi, ma solo perché sarebbe stato impossibile vivere il giorno dopo e questo è tutto.
Fumo, sogno, adagiato sulla poltrona. Mi duole vivere in una situazione di disagio. Debbono esserci isole verso il sud delle cose dove soffrire è qualcosa di più dolce, dove vivere costa meno al pensiero, e dove è possibile chiudere gli occhi e addormentarsi al sole e svegliarsi senza dover pensare a responsabilità sociali né al giorno del mese o della settimana che è oggi.
Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere, a un cuore eccessivamente spontaneo che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta, tristi canzoni, come le strade strette quando piove.
 
Fernando Pessoa
http://tiziana-laterradimezzo.blogspot.it
Ricordo bene il suo sguardo. Attraversa ancora la mia anima come una scia di fuoco nella notte. Ricordo bene il suo sguardo. Il resto… Sì, il resto è solo una parvenza di vita.
Ieri ho passeggiato per le strade come una qualsiasi persona. Ho guardato le vetrine spensieratamente e non ho incontrato amici con i quali parlare. D’improvviso mi sono sentito triste, mortalmente triste, così triste che mi è parso di non poter vivere un altro giorno ancora, e non perché potessi morire o uccidermi, ma solo perché sarebbe stato impossibile vivere il giorno dopo e questo è tutto.
Fumo, sogno, adagiato sulla poltrona. Mi duole vivere in una situazione di disagio. Debbono esserci isole verso il sud delle cose dove soffrire è qualcosa di più dolce, dove vivere costa meno al pensiero, e dove è possibile chiudere gli occhi e addormentarsi al sole e svegliarsi senza dover pensare a responsabilità sociali né al giorno del mese o della settimana che è oggi.
Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere, a un cuore eccessivamente spontaneo che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta, tristi canzoni, come le strade strette quando piove.
 
Fernando Pessoa
La stradasi riempì di pomodori,mezzogiorno,estate,la lucesi dividein duemetàdi un pomodoro,scorreper le stradeil succo.In dicembresenza pausail pomodoro,invadele cucine,entra per i pranzi,si siederiposatonelle credenze,tra i bicchieri,le matequillerasla saliere azzurre.Emanauna luce propria,maestà benigna.Dobbiamo, purtroppo,assassinarlo:affondail coltellonella sua polpa vivente,è una rossaviscera,un solefresco,profondo,inesauribile,riempie le insalatedel Cile,si sposa allegramentecon la chiara cipolla,e per festeggiaresi lasciacaderel’olio,figlioessenziale dell’ulivo,sui suoi emisferi socchiusi,si aggiungeil pepela sua fragranza,il sale il suo magnetismo:sono le nozzedel giornoil prezzemoloissala bandiera,le patatebollono vigorosamente,l’arrostocolpiscecon il suo aromala porta,è ora!andiamo!e soprail tavolo, nel mezzodell’estate,il pomodoro,astro della terra,stellaricorrentee feconda,ci mostrale sue circonvoluzioni,i suoi canali,l’insigne pienezzae l’abbondanzasenza ossa,senza corazza,senza squame né spine,ci offreil donodel suo colore focosoe la totalità della sua freschezza.Pablo Neruda
http://tiziana-laterradimezzo.blogspot.it

La strada
si riempì di pomodori,
mezzogiorno,
estate,
la luce
si divide
in due
metà
di un pomodoro,
scorre
per le strade
il succo.
In dicembre
senza pausa
il pomodoro,
invade
le cucine,
entra per i pranzi,
si siede
riposato
nelle credenze,
tra i bicchieri,
le matequilleras
la saliere azzurre.
Emana
una luce propria,
maestà benigna.
Dobbiamo, purtroppo,
assassinarlo:
affonda
il coltello
nella sua polpa vivente,
è una rossa
viscera,
un sole
fresco,
profondo,
inesauribile,
riempie le insalate
del Cile,
si sposa allegramente
con la chiara cipolla,
e per festeggiare
si lascia
cadere
l’olio,
figlio
essenziale dell’ulivo,
sui suoi emisferi socchiusi,
si aggiunge
il pepe
la sua fragranza,
il sale il suo magnetismo:
sono le nozze
del giorno
il prezzemolo
issa
la bandiera,
le patate
bollono vigorosamente,
l’arrosto
colpisce
con il suo aroma
la porta,
è ora!
andiamo!
e sopra
il tavolo, nel mezzo
dell’estate,
il pomodoro,
astro della terra,
stella
ricorrente
e feconda,
ci mostra
le sue circonvoluzioni,
i suoi canali,
l’insigne pienezza
e l’abbondanza
senza ossa,
senza corazza,
senza squame né spine,
ci offre
il dono
del suo colore focoso
e la totalità della sua freschezza.


Pablo Neruda

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24 09 14 #2

24 09 14 #2

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24 09 14

24 09 14

17 09 14

17 09 14

Lèvati, aquilone, e tu, austro, vieni,soffia nel mio giardinosi effondano i suoi aromi.Venga il mio diletto nel suo giardinoe ne mangi i frutti squisiti.Ct 4,16
http://tiziana-laterradimezzo.blogspot.it

Lèvati, aquilone, e tu, austro, vieni,
soffia nel mio giardino
si effondano i suoi aromi.
Venga il mio diletto nel suo giardino
e ne mangi i frutti squisiti.

Ct 4,16

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